Maternità e lavoro
Pubblicato il 14th, novembre, 2009
Imma Brescia
E’ di questi giorni la dichiarazione del ministro Gelmini riguardo la sua gravidanza: «Non starò a casa nemmeno un giorno… Ho una grande responsabilità… c’è aspettativa nel Paese per il rinnovamento della scuola e dell’Università, il mio bambino che è altrettanto importante del mio lavoro, non toglierà spazio al mio impegno con il Paese».
Per il ministro è una scelta di grande serietà e responsabilità, scelta appoggiata e perseguita ormai da molte donne. Infatti le lavoratrici col pancione, sempre più numerose, sono dappertutto. In politica, in tv, negli uffici. Sono le libere professioniste (17,5%), le dirigenti, le imprenditrici e le donne che lavorano in proprio (30,3%) le future mamme che, forti di un certificato medico di buona salute, scelgono di rimanere nel mondo del lavoro fino all’ottavo mese, grazie alla flessibilità della legge sulla maternità obbligatoria.
Una scelta importante e significativa ma soprattutto una scelta coraggiosa…
Già perchè una gravidanza per una donna non è certo una passeggiata, nonostate la nostra attuale società spesso voglia farla passare per un’esperienza indolore e anonima, da cui la donna deve uscire indenne e il più in fretta possibile.
Perchè sminuire un momento così speciale ed importante e volerlo a tutti i costi “catalogare” nella quotidiana normalità?
Perchè anche i figli, sin dal loro concepimento, devono essere sballottati nel nostro quotidiano tran-tran?
Forse non siamo più capaci di fermarci e di stupirci, nemmeno di fronte ai miracoli, come quello di una nuova vita che sta per schiudersi dentro di noi. Un miracolo e un grande dono, forse il più importante nella vita, quello di un figlio, una gioia grande e indescrivibile, soprattutto irripetibile. Una gioia da tenere stretta al proprio cuore, da assaporare lentamente per non perderne neanche un attimo, perchè quegli attimi non torneranno più, scorreranno via veloci e ben presto diventaranno ricordi, fra i più belli e preziosi della nostra esistenza.
Proviamo a riscoprire il valore della maternità, o almeno fermiamoci un attimo a pensarci…
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