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Uso smodato di alcol tra le giovanissime
Pubblicato il 23 febbraio 2011 Nessun commento
Secondo i dati forniti dalla settima relazione del Ministero della Salute sugli interventi realizzati da Ministero e Regioni in materia d’alcol cresce in maniera preoccupante nel nostro paese l’uso di alcolici soprattutto fra i giovani.
Secondo le statistiche la percentuale di coloro che consumano alcool al di fuori dei pasti è aumentata significativamente negli ultimi dieci anni, in particolare per la pratica del cosidetto binge drinking ovvero il bere eccessivo al fine di stordirsi.L’atteggiamento riguarderebbe più del 20 % dei ragazzi fra i 18 e i 24 anni e il 17,4% fra i 25 e i 44 anni. Fra le ragazze, la percentuale complessiva è del 7,9%, ma nella fascia d’età fra gli 11 e i 15 anni la quota è più alta rispetto ai coetanei maschi. Dato che ha indotto il Ministero a sollecitare interventi che “tengano conto della specificita’ del rischio femminile e siano in grado di contrastare i modelli e le culture del bere che minacciano la salute e la sicurezza della donna”.
Cresce dal 1996 il numero delle persone in trattamento per dipendenza dall’alcol e il 10,2% di questi ha meno di 30 anni e in particolare nei servizi alcologici si conferma una stabile percentuale di giovani utenti di eta’ inferiore ai 20 anni.
Ormai quasi mezzo milione di minorenni, nel nostro paese, consumano abitualmente alcolici e superalcolici e, considerando che una parte dei ragazzi unisce all’uso di alcol quello di sostanze stupefacenti, i rischi di salute per le fasce giovanili aumentano notevolmente.
Non a caso il 20% dei casi d’intossicazione acuta alcolica trattati presso il Pronto Soccorso riguardano adolescenti sotto i 14 anni, proprio per il modo e le finalità con cui usano l’alcol, l’ubriacatura e lo sballo, tutto a basso costo e facilmente reperibile.
Estremamente preoccupanti i rischi per la salute complessiva dei giovanissimi che abusano di alcool soprattutto in relazione a tutta una serie di patologie alcolcorrelate, in primo luogo patologie di carattere epatico, ma anche depressione, malattie cardiovascolari e diabete.
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